Film sul bullismo americani per ragazzi: 4 consigli

E’ difficile parlare di un tema come quello del bullismo tramite un film senza banalizzarlo, né sminuirlo o ridurlo a un semplice spettacolo da mettere in mostra, perché non c’è nulla di più sbagliato. Alcuni film però hanno questo merito. Ne elenco di seguito quattro che secondo me vale la pena di vedere. Sono film forti, alcuni sono strazianti, quindi non li consiglio a tutti.

WONDER

August detto Auggie, dopo aver studiato a casa per anni a causa di numerosi interventi chirurgici che ha fatto al viso per la sindrome di Treacher Collins e che gli hanno lasciato il viso sfregiato, frequenta la prima media in una scuola pubblica. Il suo viso non passa inosservato; inizialmente passa le sue giornate da solo poi viene anche preso di mira da un compagno che fa sempre batture sgradevoli sul suo aspetto spalleggiato da due suoi amici, incoraggiato in questo anche dai suoi genitori. C’è però anche chi va contro questi comportamenti e si avvicina a Auggie, capendo che una persona non va giudicata dal suo aspetto e si rende contro che Auggie è un buon amico.

Auggie affronta momenti difficili, brutti ma anche belli e alla fine “vince”. E’ una storia a lieto fine, quindi può essere vista da tutti ed è utile per riflettere su come i bambini imitino i genitori, infatti il bullo prende esempio dai suoi, su come spesso per le pressioni del gruppo ci si comporti in modo sbagliato, ma anche su come l’amicizia, la scelta di andare controcorrente e di essere gentili con tutti siano la cosa più giusta da fare, perché ti permettono di scoprire il bello che c’è in ognuno di noi.  

A GIRL LIKE HER

E’ la storia di Jessica, una ragazza che viene per un anno costantemente bullizzata da una sua compagna di scuola e dal suo gruppetto di amiche, tanto che alla fine tenta il suicidio ingerendo delle pillole. I genitori accettano di fare delle riprese, si sente così il parere di molte persone a scuola e viene interpellato anche l’unico amico di Jessica. Lui le aveva dato da mettere una telecamera al collo mascherandola come se fosse un ciondolo per riprendere le angherie sperando che decidesse di mostrarle a qualcuno per farsi aiutare e quando Jessica tenta il suicidio decide di fare vedere questi video. Accanto alla storia di Jessica e della sua lotta tra la vita e la morte c’è però anche la storia di Avery, la bulla, perché anche a lei viene chiesto di riprendersi e raccontare di sé in veste di “ragazza popolare” del liceo che frequentava Jessica.

Si scopre così cosa c’è dietro Avery, dalla famiglia inconsistente, all’ammissione di non avere alla fine amiche vere, al rispondere che lei faceva solo qualche scherzo davanti alle accuse di essere stata la causa del tentato suicidio, finché non vede anche lei i video. A quel punto tra le lacrime prende consapevolezza del suo tremendo comportamento e chiede scusa. Il merito di questo film è proprio quello di non centrarsi solo sulla vittima ma anche sulla bulla, mettendo in luce le difficoltà che anche lei deve affrontare nella sua vita e che la spingono a mettere in atto certo comportamenti, senza per questo giustificarli.  

CYBERBULLY: PETTEGOLEZZI ONLINE

Questo film, come dice il titolo, affronta il tema del bullismo perpetrato tramite internet. Taylor ha 16 anni e si iscrive ad un social network, ma suo fratello, arrabbiato perché la sorella non gli ha lasciato usare il suo nuovo computer, pubblica un messaggio diffamatorio su di lei. Taylor inizia così ad essere vittima di cyberbullismo, cosa che peggiora quando la sua migliore amica, sotto il falso profilo di James, credendo di “proteggerla” da un ragazzo che non ritiene adatto, scrive di essere andato a letto con lei e che lei gli ha attaccato una malattia venerea. Viene così etichettata da tutti come una sgualdrina e una facile, fanno un video diffamatorio su di lei, su internet la attaccano in ogni modo e di conseguenza perde le amiche, il ragazzo che prima l’aveva invitata al ballo ritira l’invito, tutti la prendono in giro a scuola e Taylor crolla.

Posta un video in cui dice che non ce la fa più e tenta il suicidio, ma la sua amica dopo aver visto il video si precipita da lei e le impedisce di prendere le pillole. La madre di Taylor intraprende una battaglia per fare approvare una legge contro il cyberbullismo, scontrandosi però con un muro. Siccome non c’è nulla di fisico né il preside della scuola né i genitori né gli avvocati dicono di poter fare qualcosa. Taylor intanto ad un gruppo di sostegno conosce altre persone e inizia a stare meglio. Dopo aver rotto con la sua amica quando scopre che dietro al falso profilo c’era lei la perdona, racconta la storia ad un giornalista per farla conoscere, torna a scuola e riesce anche a reagire di fronte agli insulti della ragazza che aveva fatto il video su di lei spalleggiata da altri ragazzi della scuola. Un film che fa vedere come la più piccola cosa, se postata su internet, può distruggere la vita di una persona e dall’altra fa notare come le vittime di cyberbullismo siano davvero poco tutelate viste tutte le risposte che riceve la mamma durante la sua battaglia.  

AUDRIE & DAISY

E’ la storia vera di due ragazze che subiscono una violenza sessuale con due esiti del tutto diversi. Audrie si suicida mentre Daisy ci prova ma viene salvata e grazie all’amore della famiglia e alla conoscenza con altre ragazze che hanno subito la stessa cosa riesce a superare il tutto e a lasciarselo alle spalle. Ciò che le accomuna però è la gogna a cui vengono sottoposte entrambe, gli insulti che subiscono, come vengano incolpate sempre loro, persino dallo sceriffo che al commento “ma qui a commettere un reato sono stati uomini” risponde “e chi lo dice?”.

Le due ragazze, dopo aver subito una violenza sessuale per cui di certo non hanno nessuna colpa, vengono bullizzate da tutti, accusate di essere “delle puttane”, tra gente che esulta perché i ragazzi vengono assolti e le insulta in ogni modo. Ad una viene persino bruciata la casa. Nessuna delle due ragazze riceve giustizia e questo è davvero difficile da vedere, ma il percorso che fa Daisy, vedere come l’amicizia e l’affetto la aiutino, dà un messaggio di speranza e fa sorridere tra le lacrime. Dovrebbero vederlo tutte le ragazze che si trovano a subire qualcosa del genere, perché sappiano che tra tutte le accuse che verranno loro rivolte non sono sole e non meritano di certo di venire bullizzate.

Dott.ssa Diana Medri

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