Nanna bambini: difficoltà e consigli ai genitori

La nanna, o più in generale il momento del sonno, può essere un momento complicato da gestire se il bimbo ha delle difficoltà. In questo articolo vorrei spiegare perché possa essere un problema e fornire qualche consiglio.

Per il bambino il momento di addormentarsi è una fase di passaggio in cui si lasciano gli ormeggi e si entra in un luogo e in uno spazio su cui non si ha controllo. E’ quindi un momento che può essere vissuto con ansia. Nei sogni possono accadere cose belle, ma anche cose strane e per questo paurose, cose spiacevoli e poi ovviamente ci sono gli incubi. Durante il sonno si possono rievocare cose brutte, si può riattivare la paura di restare soli, rivivere momenti che ci hanno segnato in negativo… Spesso infatti queste difficoltà si manifestano con più frequenza in concomitanza di eventi stressanti, come un trasloco, una separazione, la nascita di un fratellino o quando ci siano momenti evolutivi importanti, come lo svezzamento, l’inserimento al nido o il passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia… Sono passaggi evolutivi fondamentali che è importante il bambino affronti, ma possono generare ansia che poi si ripercuote su momenti in cui ci si sente più vulnerabili, e il sonno è uno di questi.

Il sonno è importante

Il sonno però, come tutti sanno, è importante e non riuscire ad addormentarsi o a dormire bene crea seri problemi. Nel sonno una persona si “ricarica”, si rilassa, anche le aree cognitive ne traggono giovamento perché favorisce l’attenzione, l’apprendimento, la memorizzazione mentre a livello fisico aiuta le difese immunitarie e influisce sull’umore. E’ fondamentale quindi che un bimbo fin da quando è piccolo riesca a vivere il momento della nanna nel migliore dei modi.

I disturbi che può avere un bimbo e le cause

I disturbi più frequenti sono difficoltà ad addormentarsi, irregolarità del ritmo sonno-veglia, frequenti risvegli, incubi, pavor nocturnis, fino a sonnambulismo e paralisi del sonno. Le cause di un problema con la nanna possono essere molteplici; può anche essere per problemi organici, per esempio se un bimbo ha difficoltà nella respirazione e soffre quindi di apnee notturne. Ciò può creare ovviamente problemi, ma può anche essere dovuto a un fattore emozionale, appunto il fatto di stare vivendo situazioni stressanti, o anche situazionali, per esempio se il momento del sonno in casa è vissuto in modo caotico o poco sereno.

Come aiutare il bambino?

Non c’è una soluzione che vada universalmente bene per tutti i bimbi che mostrino difficoltà, ma senza dubbio un consiglio che vale sempre è di fornire al bimbo un oggetto transazionale, come un peluche, una copertina, un giochino, qualcosa che lo faccia sentire tranquillo anche in assenza della mamma e del papà e che lo consoli. E’ positivo anche che prima di andare letto ci siano delle routine che accompagnano il bambino fino al momento dell’addormentamento, come mettersi in pigiama, lavarsi i denti, bere un bicchiere d’acqua, il bacio della buonanotte… Il ripetersi di queste ha un effetto tranquillizzante per il bambino. Per favorire la nanna è sempre utile poi leggere una favola, che non solo aiuta il bimbo a dormire, ma sviluppa anche le capacità linguistiche e stimola la fantasia e l’immaginazione. E’ importante anche che il bimbo abbia il suo spazio dove dormire e che si svegli dove si è addormentato perché non si senta disorientato al risveglio. Se ogni tanto poi vuole venire nel lettone non è un problema, ma non deve essere una abitudine.

Chiedere aiuto se le difficoltà dovessero persistere

Se il momento della nanna dovesse continuare però a essere critico o un bimbo mostrasse eccessiva ansia può essere utile rivolgersi a uno specialista, come il pediatra o uno psicologo infantile, perché se il problema è legato soprattutto a difficoltà emozionali o a situazioni stressanti parlarne con qualcuno può aiutare a superarle e anche il sonno spesso ne risente positivamente.

Se desiderassi contattarmi, ecco qui i miei Contatti. Consiglio inoltre di leggere l’articolo sulle paure infantili.

D.ssa Diana Medri

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