Dipendenza da WhatsApp: disintossicarsi da WApp e psicologia

Dipendenza da WhatsApp: disintossicarsi da WhatsApp con la psicologia. Come curare ansia, dipendenza affettiva e ossessione dalla chat WhatsApp?

DIPENDENZA DA CELLULARE

Ormai siete inseparabili. Senza di lui non puoi andare da nessuna parte, e se per caso un giorno decide di mollarti su due piedi è un dramma, perché non sai più fare a meno della sua presenza. Ma chi è? Il cellulare ovviamente!

Un giorno senza diventa un incubo, siamo talmente abituati ad averlo, che farne a meno è difficilissimo. Senza il cellulare di certo la giornata è meno ricca di sensazioni, non c’è quella frase dolce, quella foto carina o quella voce che ti possa fare emozionare. Il cellulare è un po’ parte di noi ora, un prolungamento dell’Io, è come dire: ”io ci sono” e senza c’è persino una sorta di perdita d’identità.

È un modo per raggiungere in un attimo chi si vuole, è come la coperta di Linus, che mette al riparo dalla paura di restare soli e quindi sconfigge l’ansia di essere abbandonati. L’età media in cui si entra in possesso di un telefonino si è notevolmente abbassata, e questo non è per niente positivo, perché il fatto di avere un cellulare viene così fortemente associato a essere qualcuno che può provocare problemi di inferiorità per chi non possieda un telefonino, e dall’altra causare una dipendenza che raggiunge vertici preoccupanti.

Le statistiche non sono confortanti: l’Italia è quinta nel mondo e prima in Europa per il numero di cellulari utilizzati.  Ma se la dipendenza da cellulare è una patologia riconosciuta, ora si sta diffondendo una altra sindrome: la sindrome da WhatsApp.

E se può sembrare assurdo basti pensare che già nel 2006 era stata aperta una clinica in Danimarca per curare il Disturbo da Sms, immaginiamoci ora con l’avvento di WhatsApp!

I SINTOMI DELLA DIPENDENZA DA WHATSAPP

Per capire se abbiate davvero una dipendenza da WhatsApp basta porsi alcune semplici domande: l’applicazione ha un’influenza negativa sulla tua vita? Preferite stare attaccati alle conversazioni con lo smartphone piuttosto che svolgere le altre attività?

Rispondete a un messaggio di WhatsApp anche se state guidando, mettendo a serio rischio la vostra vita? Il primo pensiero al mattino è di controllare le conversazioni e se qualcuno vi abbia scritto? Togliete tempo alle persone che vi stanno intorno, preferendo le conversazioni virtuali? sintomi della dipendenza sono diversi, ma facilmente riscontrabili.

LE CONSEGUENZE DELLA DIPENDENZA DA WHATSAPP

Se la risposta è sì ad alcuni o a tutti questi comportamenti allora è certo che abbiate sviluppato una dipendenza patologica da WhatsApp, tale da compromettere a lungo andare la vostra vita reale, perché  la dipendenza da WhatsApp ha tutte le caratteristiche delle altre dipendenze, come quella dall’alcol, dalle droghe o dal gioco d’azzardo e non è meno grave, quindi non è da sottovalutare.

Se può provocare anche solo una semplice infiammazione dei nervi della mano, facilmente curabile, a livello psicologico è preoccupante perché può comportare anche attacchi d’ansia, disturbi della concentrazione, gelosie nella coppia (vedi la mania di controllo dell’orario di accesso della fidanzata), incidenti stradali a causa di attività di messaggistica durante la guidadisturbi a scuola, attacchi di nervi, mancanza di interesse per la persona che ci sta accanto, per non parlare della sensazione di smarrimento se il figlio non risponde pur avendo visualizzato, cambi repentini di umore, anche solo per aver ricevuto un punto esclamativo in meno del solito, incapacità a comunicare un testo senza l’uso di una emoticon.

È importante valutare se vi ritroviate in questi comportamenti perché nel caso è meglio correre ai ripari e chiedere aiuto a qualcuno, insomma vale davvero la pena di rovinare la propria vita per una virtuale conversazione in chat?

Non voglio però fare passare l’idea che WhatsApp sia una app negativa, perché c’è chi ne fa un uso spropositato, ma l’app, nella giusta dose, non è nociva. Basta sempre avere in mente che sia meglio vivere di più in questa realtà, piuttosto che in quella virtuale. 

D.ssa Diana Medri psicologa psicoterapeuta Milano

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Un pensiero su “Dipendenza da WhatsApp: disintossicarsi da WApp e psicologia

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