Bullismo femminile: come difendersi, cos’è e consigli

Bullismo femminile: come deve comportarsi una vittima? E come può difendersi? Andiamo a vedere il lato psicologico di questo fenomeno sociale

Credo che sia un tema molto attuale e al momento poco affrontato o riconosciuto. Molti tendono a pensare che il bullismo sia “fisico”, calci, pugni, sberle, spintoni ecc. ma non è così, il bullismo non è solo questo, è anche questo.

C’è infatti un altro tipo di bullismo, più sottile e subdolo e con conseguenze ancora più gravi, anche perché non viene notato e quindi su questo non si interviene. E’ il bullismo psicologico, che è quello messo in atto appunto, nella maggioranza dei casi, dalle ragazze.

LE VITTIME DI BULLISMO FEMMINILE

Le vittime sono le più disparate: la ragazza con un difetto fisico, quella insicura, quella molto brava a scuola, timida, ma anche molto bella e per questo invidiata oppure percepita come una rivale in qualche campo.

Il punto è però sempre lo stesso, la ragazza bullizzata non è in grado di reagire, per un motivo o per l’altro, e questa assenza di reazioni incoraggia ancora di più il branco, mentre le reazioni di paura o di ansia lo eccitano ancora di più.

COME VIENE PERPETRATO IL BULLISMO FEMMINILE?

Questo tipo di bullismo mira a distruggere l’immagine esteriore e interiore di una persona. Di solito si tratta di prese in giro sul modo di vestire, sul fisico, su come si parla, sulla famiglia, sul carattere, ma anche canzoncine in rima, calunnie, notizie non vere messe in giro da malelingue, ma in ogni caso molto spesso tutti questi comportamenti portano all’esclusione dal “gruppo”, all’isolamento.

Generalmente la bulla capisce qual è il punto debole della vittima e sa esattamente quali tasti premere, sa scegliere su cosa infierire maggiormente ed è spesso supportata da un gruppo, perché come è noto ci si sente più forti se si è insieme.

BULLISMO FEMMINILE: QUALI POSSONO ESSERE LE CONSEGUENZE?

Questo tipo di bullismo, perpetrato spesso in adolescenza, se non in età ancora più giovane, ha effetti devastanti sulle perseguitate, perché questa è proprio un’età in cui l’identità è ancora in formazione, si cercano conferme o sicurezze, ma anche un’affermazione di sé nel gruppo, nella società e sentirsene del tutto escluse è molto pesante, soprattutto per una ragazza. E’ inoltre difficile che questo tipo di bullismo venga notato dalle insegnanti o dai genitori, perché spesso è fatto di sussurri o voci di corridoio, o sempre più spesso ormai perpetrato via internet, l’ormai noto cyber bullismo.

E’ difficile che le ragazze riescano a parlare di queste cose con chiunque; sono isolate e quindi non hanno amiche con cui confidarsi, dire alla famiglia che si è prese in giro provoca vergogna, gli insegnanti sono comunque adulti ed è difficile quindi fidarsi a tal punto da parlare con loro di certe cose…

Purtroppo, per questo motivo, viene portato alla luce quando ormai ha raggiunto dei livelli tali che fa sì che la vittima compia un gesto eclatante, che può seriamente essere cercare di togliersi la vita. Ma non si deve pensare che se non si arrivi a ciò le altre conseguenze siano meno gravi; può portare all’anoressia, dato che in molti casi viene preso di mira il corpo per schernire una ragazza, per esempio se è meno sviluppata delle altre, ci si può sentire sbagliate, non meritevoli di amicizia ecc.

Ecco allora che si creano complessi, ci si autoesclude in qualsiasi contesto sociale perché non ci si accetta o per timore di altre prese in giro e questo porta a una spirale autodistruttiva che può avere effetti negativi molto seri a livello psicologico.

QUALCHE CONSIGLIO

Non si deve pensare che non sia possibile uscirne, non è così. Se si è vittime di bullismo, per quanto sia difficile non si deve avere paura di parlarne, si può chiedere aiuto al professore che ispira maggiore fiducia, magari chiedendogli di non dire espressamente che ci si è lamentati, ma cercare insieme una soluzione.

E’ meglio dire cosa sta succedendo anche ai genitori, possono davvero aiutare. Ma parlarne non è semplice, lo so, quindi vorrei dare anche altri consigli: sull’autobus per esempio, è meglio cercare di stare vicino a un adulto o a un compagno che protegga, come pure a scuola durante l’intervallo, imparare a guardare negli occhi il bullo e a dire di “no” o  a dire di smetterla con fermezza e poi andarsene.

E’ difficile, ma se una persona non vuole stare ad ascoltare è complicato prenderla in giro. Non bisogna poi mostrare che si è impauriti o arrabbiati, sarebbe solo peggio, cercare per quanto possibile di ignorarli, ma soprattutto parlarne, non si è soli.

NON SI DEVE SMINUIRE

Gli insegnanti e i genitori da parte loro non devono considerarlo poco importante. Il problema del bullismo al femminile, dato che è poco conosciuto e poco visibile, è che si tende spesso a sminuirlo: le bulle sono solo un po’ cattive, è normale che ogni tanto si venga prese in giro per questo o quel motivo…

Ma è un fenomeno esistente e in costante crescita. E’ importante dunque parlarne, fare prevenzione e non lasciare che non sia ostacolato perché, anche se è brutto da dire, per distruggere del tutto una persona è davvero “efficace”.

Se volessi contattarmi, ecco qui la sezione “Contatti”.

D.ssa Diana Medri, psicologa psicoterapeuta Milano

Un pensiero su “Bullismo femminile: come difendersi, cos’è e consigli

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